Archeologia industriale


© OPT / Alessandra. Petrosino

Fabbriche dimesse, miniere abbandonate, ex capannoni industriali ma anche capolavori dell’ingegneria e della tecnologia relativi a un recente passato fanno parte di quel ricco patrimonio di archeologia industriale di cui il Belgio va giustamente fiero. E una vista a questi luoghi offre non solo un'interessante testimonianza di un passato recente ma è anche una importante eredità per il futuro.
Merita la visita infatti il sistema dei primi 4 ASCENSORI IDRAULICI DEL CANALE STORICO DEL CENTRO (HOUDENG-GOEGNIES) per far passare le barche a La Louvière nella provincia dell’Hainaut. Fu costruito fra il 1888 e il 1917 ed è stato decretato patrimonio dell’Umanità così come un affascinante esempio di attenta riconversione di un importante patrimonio industriale è offerto dal GRAND-HORNU (HORNU), un imponente complesso minerario-siderurgico chiuso nel 1954 e trasformato nel 1989 nel MUSEO DELLE ARTI CONTEMPORANEE DELLA COMUNITÀ FRANCESE - MAC's (HORNU) MAC’s.
La musealizzazione delle rovine archeoindustriali consente di cogliere al meglio il processo di integrazione fra memoria storica e nuove vocazioni culturali. Ed è quanto succede visitando gli attuali musei delle miniere come quello del Bois du Cazier: museo della Miniera, del Vetro e dell'Industria (MARCINELLE), a sud di Charleroi, che testimonia nella sala "Spazio della Memoria" il ricordo del tragico evento di Marcinelle del 1956, o quello di costruito sulla base dell’antico pozzo di estrazione circondato dai suoi edifici tecnici e che vanta anche un’importantissima raccolta di rari minerali.  

 

Scaricare verso Excel gli indirizzi delle infrastrutture sottostantScaricare un opuscolo PDF includendo le seguenti schede: (Export limitato ai primi 50 risultati)Map