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Il Grand Curtius

 

Sabbia. Acqua. Un terreno e un sottosuolo particolarmente fertili. Un modo di fare, di pensare e di vivere. Dopo 7000 anni e tanta polvere, Liegi: Patrimonio architettonico risplende ancora oggi nel cuore dell’Europa occidentale e ha un gran desiderio di dimostrarlo. Lo farà a partire dal mese di marzo nell’ambito del nuovo polo museale del Grand Curtius sulle rive della Mosa.
Liegi possiede una delle collezioni di armi e di vetri d’arte mosana più importanti al mondo. Può infatti attingere dal suo ricco passato le tracce archeologiche, spirituali e decorative che hanno contribuito a renderla la città che è oggi: una metropoli “ardente” al centro dell’Europa che invita a scoprire questo nuovo scrigno culturale aperto in permanenza, ad assaporare il profumo dei suoi giardini, a visitare le sue boutique e a gustare il suo caffè, naturalmente “liégeois”.

La quantità e la qualità eccezionali delle raccolte d’arte riunite al Grand Curtius documentano tutta la grandezza di Liegi. Questi oggetti sono infatti l’espressione di una maestria e di una tecnica artistiche che possono essere associate alle pagine più significative della storia della città, del principato e del territorio di Liegi. E, al tempo stesso, ci fanno scoprire gli uomini che hanno fatto questa storia, i principi-vescovi e la loro corte, i cittadini d’ogni epoca, i borgomastri, i rivoluzionari, gli industriali e il mondo del lavoro, gli artigiani, i commercianti e gli artisti. Tutti ci ricordano che Liegi è stata una città dalle dimensioni europee e le sue collezioni svelano il volto di una città aperta al mondo. E, grazie a questo aspetto si avverte concretamente che il Grand Curtius offre nel complesso un’idea di “eccellenza” che valorizza le opere e il paese e, alla fine, diventa lo stesso scopo finale del grande progetto museale.
Alcune opere commuovono per la loro bellezza; altre destano ammirazione per via della complessità della creazione che le ha rese possibili; altre, ancora, suscitano interesse per il loro importante contenuto sociale, culturale o tematico di cui sono testimoni. Il Grand Curtius celebra in questo modo un matrimonio indissolubile fra le opere d’arte e la società. Le sue raccolte rivelano una documentazione storica che aiuta l'uomo contemporaneo a comprendere meglio da dove viene e chi è. E contribuiscono a sviluppare il sentimento d’identità verso una città che trova conferma della propria grandezza nell’irradiare a livello internazionale le opere che ha il privilegio di condividere sia con i propri abitanti sia con il mondo intero.
Nel Grand Curtius, oltre al percorso cronologico che va dalla Preistoria all’Art Nouveau passando attraverso il Medioevo, il Rinascimento, il ‘700, il periodo francese e Napoleone, numerose e tutte di grande interesse le sezioni a tema. S’incomincia con i gioielli dalle origini al Medioevo, per passare ai Principi Vescovi, Liegi, l’Antico Egitto e arrivare al vetro, alle armi, all’arte della tavola nei tempi moderni, alla religione e alla spiritualità, alla galleria delle epigrafi.