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Rossa, bionda o scura?


© OPT / Ricardo de la Riva


Considerate dagli esperti tra le più sofisticate del mondo, le birre belghe si dividono in varie categorie a seconda della temperatura di fermentazione: ci sono infatti birre bianche o chiare, a bassa fermentazione, le scure, le rosse, derivate da una miscela di birra comune con quella invecchiata in un fusto di rovere per 18 mesi, le lambic, a fermentazione spontanea, le trappiste, cioè le leggendarie birre d’abbazia, e persino le birre di stagione, poco alcoliche e acidule, fabbricate in inverno per essere bevute d’estate. E per i bevitori che amano le tradizioni, ci sono persino le birre di Natale e di Pasqua.

Le birre bianche, leggere e di moda, quasi dolci e dissetanti combinano carattere e gusto con una bassa percentuale di alcol. Le birre scure, molto diffuse in Belgio, hanno un gusto pieno e vigoroso, mentre le birre rosse, invecchiate e caratterizzate da un gusto fruttato, dolce, ma leggermente aspro, sono le migliori per dissetarsi e sono prodotte in Vallonia.

La Lambic è una birra naturalmente fermentata tramite contaminazione del mosto con lieviti particolari, tipica della regione di Bruxelles. E’ meglio conosciuta nelle sue forme "combinate", ossia quando porta il nome dei suoi prodotti derivati: Gueuze, Faro, Kriek (alla ciliegia).